Icon of the Category "Urban"Quartiere "La Falchera" Torino

Quartiere "La Falchera"

Il quartiere satellite disegnato dove le strade hanno i nomi di alberi

G.Astengo (with S. Molli-Boffa, M. Passanti, N. Renacco, A.Rizzotti) - first stage urban project G.Astengo, G.Becker, G.Gigli, S. Molli-Boffa, M. Passanti, N. Renacco, A.Rizzotti, E.Sottsass - architectural projects A.Rizzotti (with M.Bianco, S.Nicola, A.Romano) - second stage urban project A.Albertini, R.Della Morte, S.Nicola, N .Renacco, A.Passaro, E.Elia, V.D'Ambra; G.Barba Navaretti, M.Catalano, F.Dolza, M.Megna, G.Siniscalco, C.Dolza, P.Leone architectural projects.

1951 and 1971 design first and second phase. 1952-1958 and 1974-1978 realization first and second phase.

917 and 1360 first and second phase dwellings. 6,000 and 8,000 inhabitants expected first and second phase. 30.3 ha and 43.5 ha first and second stage. 184 and 198 ab / ha population density expected per hectare.

Information curated by:
Staff Landscapefor (2015-2024)

Geographic coordinates:
45.129° 7.7078°

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Address:
falchera

Tags:
#quartiere, #xx-sec.

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Foto aerea da nord: in alto il quartiere di edilizia aziendale Snia Viscosa (giallo), di fine ‘800, sotto Falchera vecchia (blu) e in primo piano Falchera nuova (rosso).

Il complesso residenziale Falchera è inserito in un contesto che è rimasto simile dall'epoca della sua costruzione, negli anni '50:  ai bordi territorio agricolo e due infrastrutture molto poco permeabili: la ferrovia TAV e l'autostrada To-Mi. Per questo lo storico isolamento del quartiere, la mancata saldatura con la periferia della città non pianificata e l'obbligata autonomia dell'intero complesso residenziale per quanto riguarda i servizi.

Il progetto nasce per far fronte all'emergenza abitativa del dopoguerra, in parte dovuta al forte flusso migratorio attratto dallo sviluppo industriale. Vengono varati alcuni programmi di edilizia popolare gestiti dall'Ina-Casa. Con Falchera si situano all'estremo nord della città 6.000 nuovi abitanti, in prossimità delle aree industriali Snia Viscosa e Fiat. In modo analogo alcuni anni dopo si sviluppa a sud della città Mirafiori che nel pieno sviluppo accoglierà 12.000 abitanti.

Il complesso iniziale di Falchera, poi chiamata 'vecchia', è frutto di un disegno unitario che risponde ai modelli urbanistici delle unità di vicinato autosufficienti, inserita nel territorio come una sorta di new town anglosassone a se stante, circondata dalla campagna non urbanizzata e staccata dal piano regolatore. 

Storia / Falchera 2

Nei primi anni '70 il quartiere è ampliato verso nord per rispondere alla crescente domanda di edilizia popolare. L'impianto urbanistico di quella che viene chiamata 'Falchera nuova' riprende l'impianto planimetrico del primo insediamento introducendo però due tipologie edilizie: case a schiera di quattro piani f.t. e case a torre di dieci piani f.t., che rendono molto più alta la densità edificata e quindi il peso della popolazione insediata, in termini di servizi e di trasporti.

Storia / La piazza oggi

La piazza è articolata in quattro parti, ciascuna con identità, usi e caratteri architettonici diversi.

La fascia irrigua intorno a Torino è terra fertile utilizzata da secoli, e organizzata dal ‘600 a tutto il ‘900 in grandi appezzamenti facenti capo a fattorie complesse, con grandi costruzioni intorno a corti aperte. Edifici e lottizzazioni costituiscono segni geometrici nel paesaggio con filari, canali ed edifici ben organizzati rispetto ai percorsi e agli spazi aperti limitrofi, sistemati a corte e a giardino. E' un modello che suggerisce al gruppo Astengo la tipologia di impianto che cara...

Il cantiere di Falchera vecchia visto da ovest, con i blocchi del primo lotto terminati e quelli del secondo in fase di ultimazione, 1955.

Il nucleo centrale del quartiere è impostato su una piazza triangolare e porticata di oltre 14.000 m2, intorno a cui sono concentrati i sevizi di quartiere (sulla destra la Chiesa inaugurata nel maggio del 1957). La piazza, realizzata nel suo complesso sin dalla prima fase, e intitolata ad Astengo dal 2007, (l'urbanista ideatore del progetto complessivo), è rimasta sempre sottoutilizzata, senza una fisionomia definita e caratterizzante.

Le torri di Falchera nuova durante la costruzione, 1970.

Nel 1950 la Gestione Ina casa affida il progetto urbanistico (e le regole per quelli edilizi) ad un gruppo di progettisti (S. Molli Boffa, M. Passanti, N. Renacco, A. Rizzotti) con G. Astengo come capogruppo. Secondo il piano si urbanizzano 30 ettari con residenze per 1.446 alloggi e 6.000 abitanti. Gli edifici, mediamente di lunghezza 60-70m, e 3 piani di altezza, sono poligoni ad angolo convesso prevalentemente affacciati a sud e formanti ampie zone interne a verde, (che occupa circa il 70%...

Falchera vecchia costituisce un modello perfettamente adeguato a quanto proposto da Ina-Casa nel volume 'Consigli ai progettisti', in cui richiamano i modi di aggregazione dell'unità di vicinato di matrice anglosassone o rurale. (vedi negli stessi anni il Tiburtino a Roma o Spine bianche a Matera). "L'idea di case a tre piani con ampi spazi verdi interclusi nacque, si può dire, sul posto, guardando il paesaggio e la campagna e considerando gli insediamenti rurali circostanti, le cascine quasi...

Progetti / I progetti edilizi

Il quartiere venne costruito a lotti successivi affidando la progettazione edilizia a nomi di spicco della cultura architettonica locale. Il capitolato del piano generale definiva i blocchi residenziali  nel dettaglio: altezza massima pari a tre piani fuori terra, facciate in laterizio a vista, copertura a falde in coppi. Questo ha permesso una caratterizzazione morfologica molto forte e riconoscibile del complesso. 

L'intervento di riqualificazione, definito con la partecipazione degli abitanti nell'ambito del concorso "Cento piazze per Torino", si realizza nel 2004. Il progetto degli arch Maffioletti e Sordina ha previsto una piazza pedonale, dedicata all'incontro e alla socialità dei residenti, articolata in quattro parti ciascuna con identità, usi e caratteri architettonici diversi. Recentemente la piazza è stata nuovamente oggetto di riqualificazioni dovute al degrado e al vandalismo.

Il progetto Laghetti Falchera prevede il recupero e la riqualificazione ambientale di un'area degradata dalle attività estrattive al bordo del quartiere, che si estende per più di 45 ettari. Sono previste quattro tipologie di intervento per ottenere diverse sistemazioni del contesto non costruito: parco spondale, parco urbano attrezzato, parco estensivo e parco agricolo, con percorsi didattici, orti urbani, aree di sosta e zone attrezzate. La riqualificazione, per un costo complessivo di € 5....

Particolari / Blocco 12

Nel rispetto delle prescrizioni del capitolato generale, i progettisti interpretano e caratterizzano i blocchi residenziali attraverso le tessiture murarie, il disegno delle logge e dei parapetti, i vani scala e le distribuzioni interne.

Particolari / Blocco 13

Progetto di Mario Passanti. Esempio di suddivisione interna e di caratterizzazione dei prospetti.

Particolari / Blocco 21

Progetto di Nello Renacco. Esempio di suddivisione interna e di caratterizzazione dei prospetti.

Il disegno di impianto del  nuovo quartiere richiama l'andamento del primitivo insediamenti senza raggiungerne la qualità. Gli spazi verdi interni sono indifferenziati e i sistemi di prefabbricazione utilizzati per l'edificazione residenziale non permettono l'accuratezza dei dettagli. 

Il quartiere è nel tempo set di numerosi film e cortometraggi da "Esterina" di Carlo Lizzani del 1960 a "A che punto è la notte" tratto dal romanzo di Fruttero e Lucentini fino ai più recenti "Dopo Mezzanotte" di Davide Ferrario (2004) e l'opera prima di una giovane ragazza rom che realizza il suo "Io Rom Romantica" presentato nel 2014 con grande successo al Giffoni Film Festival.

Falchera è oggetto di campagne fotografiche e di interpretazioni del paesaggio urbano e delle periferie. Nella foto l'immagine di apertura dell'iniziativa Suoni e immagini di Falchera – El Barrio 1 del giugno 2014, dal titolo "Le città degli invisibili".

Racconti / Gente di Falchera

L'isolamento del quartiere produce una vivace attività associativa. Gente di Falchera nasce nel 1993, produce il mensile omonimo, che è strumento del "Laboratorio di Quartiere Falchera" e delle associazioni che ve ne fanno parte.

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