Edificata nel XVI secolo in onore dei santi martiri protettori della città, dei quali conserva le reliquie
Informazioni a cura di:
milli paglieri, Roberta Vozza (2020-2026)
Coordinate geografiche:
45.073° 7.6797°
Indirizzo:
Via Giuseppe Garibaldi, 25Tag:
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Nella pianta di Torino del 1680 che riporta i nomi degli isolati, si vede l'isolato di S.Paolo, su via Dora Grossa. La chiesa dei Gesuiti a quel tempo era già stata edificata.
Nell'incisione del 1693 sono raffigurati i santi protettori posti al di sopra della veduta della città; nei cartigli si invoca la loro protezione contro la peste, la lebbra, gli incendi. La chiesa dei Santi Martiri era già edificata a quel tempo.
L'immagine da satellite mostra il volume della chiesa dei Santi Martiri nell'isolato che ospita anche il primo collegio dei Gesuiti, poi convento e la Cappella dei Banchieri e Mercanti. Vedi anche Poi su Cappella dei Mercanti e Collegio dei Nobili
Edificata su progetto di Pellegrino Tibaldi, pittore e architetto attivo in quegli anni a Milano per il cardinale Carlo Borromeo. Il 10 gennaio 1584 accoglieva solennemente le reliquie dei santi, ma la fine della costruzione è attestata da un documento del 1612. Tuttavia i lavori di rifinitura e decorazione interna si protrassero fino almeno agli anni Cinquanta del secolo successivo. A inizio Settecento veniva ampliato il presbiterio e innalzata la cupola insieme al campanile, progettati d...
La cappella dedicata a Sant'Ignazio, eseguita su progetto del padre gesuita Andrea Pozzo dagli scultori Giuseppe e G. Domenico Carlone. La pala d'altare, con Cristo che appare a Sant’Ignazio, è del pittore Sebastiano Taricco
Nei disegni di Juvarra la nuova abside con colonne, l'altare sopra i sei gradini, lo spazio centrale con l'urna che contiene le reliquie dei santi martiri.
Nell'immagine si vedono i due Angeli Musicanti, frammenti rimasti degli affreschi del pittore e gesuita Andrea Pozzo, eseguiti tra il 1677 e il 1680.
Nella chiesa sono sepolti tre illustri personaggi della storia della città di Torino: il filosofo conservatore savoiardo Joseph de Maistre (1753-1821), Giovanni Francesco Bellezia, coraggioso sindaco della città all’epoca della tremenda peste del 1630, e Giovanni Botero, prete e autore del cinquecentesco trattato Della ragion di Stato.