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Il Molo Vecchio

The dock par excellence built in the Middle Ages and enlarged in the 19th and 20th century.

The main public work of the Middle Ages, fundamental equipment for the safety of ships, then gunboat fortress, a platform equipped with large cranes and warehouses and finally center of leisures: the dock is a scenery of machines and facilities which characterizes the city over the centuries.

Information curated by:
Isabella Rizzitano (2020-2024)

Geographic coordinates:
44.4081° 8.9233°

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Nel grande quadro di Grassi la città del XV secolo si presenta a chi entra nel porto come una ruota attorno al Faro che fa da mozzo.

Nell'immagine da Google Earth il cerchio rosso mette in evidenza l'area del Molo e del Porto Antico. oramai connesse nel grande progetto di riconversione da infrastruttura per le merci a centro di loisirs.

Il Plan du port del 1630 testimonia l'importanza attribuita alle profondità dei vari punti del bacino (misurate in braccia, pari a circa 1,83 m.). Qui un particolare dell'area intorno al Molo Vecchio-

Nei decenni di mezzo del XII secolo le famiglie genovesi riunite pongono mano al prolungamento degli scogli del Molo. E' un lavoro impegnativo come le mura del Barbarossa, ma necessario per proteggere la Ripa dalle libecciate dannose per le navi e le case. Nei decenni successivi viene costruita in mezzo al nuovo Molo la Torre dei Greci, per avvistare e farsi avvistare.

Nel particolare della vista del XVI secolo, largamente di fantasia, si leggono bene le mura del Barbarossa, a cingere una città in larga parte vuota, e il Molo, evienziato per la sua imponenza.

L'immagine, da un documento dell'Archivio di Stato del 1371, riprende una tipologia di torre di avvistamento e di segnalazione che probabilmente corrisponde a quella utilizzata per la Lanterna medioevale, poi sviluppata nel XVI sec.

Quando, nella seconda metà del 1600, le tempeste di libeccio vengono frenate dal molo "nuovo", che parte dalla Lanterna, il Molo Vecchio (un nome acquisito di conseguenza a quello Nuovo) diventa definitivamente l'approdo per i grandi galeoni e le navi trasatlantiche, o comunque maggiori, in attesa che, due secoli dopo , si cominciasse a utilizzare la parte occidentale della rada.

Un particolare dell'affresco con la veduta di Genova alla fine del 1500 ancora leggibile nella loggia del Palazzo Doria-Spinola (oggi Prefettura)

Il disegno (degli scavi per approfondire la darsena) riproduce la situazione ripresa in tutte la panoramiche del porto sino al 1850: i vascelli più grandi sono allineati a ridosso del Molo Vecchio, mentre nel porto si muovono solo barche e piccole navi.

Nell'immagine di una curiosa vista di Genova seicentesca specchiata (est-ovest) e qui raddrizzata, si legge bene l'attrezzatura cannoniera (pensata come la tolda di una nave ammiraglia alla fonda)

Nella foto, del 1880 circa, prima che si costruisse il molo giano, sotto Carignano, il Molo con le difese disabilitate: ci sono ancora le postazioni ma mancano i cannoni, che poi diventeranno bitte per gli attracchi alle nuove banchine.

Nel bel disegno di Roberts, del 1822, il Molo appare quasi vuoto. Smontate le fortificazioni, la Torre è stata sostituita con un faro portuale "normale". Sullo sfondo il Molo Nuovo che dalla Lanterna protegge la rada.

Nella foto del 1855 circa (di Ruzzin) un Molo semivuoto.

Il confronto tra carte della città del 1886 e 1906 mostra i risultati del gigantesco lavoro di espansione del Molo vecchio, l'arrivo dei binari ferroviari e la costruzione dei grandi magazzini (chiamati poi "del cotone")

Lo sbarco del cotone al Molo Vecchio in una foto del 1902, con la nave lungo la banchina, la gru che porta le balle dalle stive direttamente al vagone ferroviario: una rivoluzione di efficienza rispetto al carico a mano dei camalli sino alla fine del 1800

il confronto tra una mappa del 1916 e quella redatta da Barbieri nel 1938 evidenzia la dinamica trasformativa degli anni 20 del 1900.

Una sezione del Molo nuovo nel progetto di Ansaldo de Mari (1635).Il Molo Vecchio, che si inizia a costruire 4 secoli prima, non è molto differente come concezione.

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