Icon of the Category "XX Cent."Palazzo a Vela Torino

Palazzo a Vela

One of icon of Italy ’61 comes back to live with the 2006 Olympics

Il Palazzo attrae i fotografi di Italia '61 non solo per la forma provocatoriamente “moderna”, ma anche per la posizione al bordo del laghetto attraversato dalla monorotaia. E' il punto focale di un paesaggio innovativo in linea con lo stile dell'Esposizione, di esaltazione del progresso e della tecnica.

Information curated by:
Staff Landscapefor (2015-2022)

Geographic coordinates:
45.0234° 7.6692°

Open AtlasFor

Address:
Via Ventimiglia 145

Tags:
#progetto, #art-in-the-city, #recenti, #xx-sec, #urbano.

Media available

Contesto / Una forma moderna

Il Palazzo attrae i fotografi di Italia '61 non solo per la forma provocatoriamente “moderna”, ma anche per la posizione al bordo del laghetto attraversato dalla monorotaia. E' il punto focale di un paesaggio innovativo in linea con lo stile dell'Esposizione, di esaltazione del progresso e della tecnica.

L'edificio più rappresentativo di Italia '61 è situato in posizione centrale, circondato da altri padiglioni e dagli allestimenti del parco. Si presenta “di tre quarti”  lungo la strada oggi trafficata e asse centrale dell'Esposizione in modo da rendere immediatamente comprensibile la particolarità della forma esagonale.

Pensato sin dall'inizio come “Palazzo delle Mostre”, con un progetto di Annibale e Giorgio Rigotti del 1957, era destinato inizialmente ad estensione del Salone mercato dell'Abbigliamento (SAMIA) sino ad allora ospitato nel Palazzo delle Esposizioni.

Nel febbraio 1959 è bandito un appalto-concorso per la costruzione della sola cupola. La soluzione vincente è quella proposta dalla ditta  Guerrini di Torino su progetto e calcolo di Franco Levi e Nicolas Esquillan. Si prevede una volta autoportante in calcestruzzo precompresso a doppia calotta con tre soli punti di appoggio e chiusure verticali vetrate.

Storia / Le fondazioni

La fase iniziale del cantiere con le fondazioni e la costruzione delle nervature del primo “fuso” triangolare che collega i tre appoggi al terreno.

Per le Olimpiadi invernali del 2006 si allestisce sotto la volta uno stadio, con una ristrutturazione curata da Gae Aulenti in cui, smantellate le vetrate, si inserisce un nuovo volume al suo interno (progetto di Gae Aulenti). Il nuovo stadio, tutt'ora in funzione, ospita per le Olimpiadi le specialità di Pattinaggio artistico e Short Track.

Da giugno a settembre del 1961 al Palavela va in scena la mostra “Moda stile costume”. L’allestimento, affidato e concepito in 4 mesi da Cavallari Murat, Gabetti, Isola e Raineri, è stato concepito per colpire e attirare il visitare fin dall’esterno.

Dopo Italia ‘61 l'edificio viene utilizzato prima come sede del Museo storico dell'areonautica militare e poi per grandi mostre o eventi: la grande vela diventa la sede dell'esposizione di molte discipline per la manifestazione “Sportuomo Torino 1980” promossa dal Comune di Torino.

Nel 1983 ospita una grande mostra su Calder curata da Carandente e allestita da Piano. Le grandi vetrate vengono oscurate con  pannelli che, oltre a risolvere il problema del surriscaldamento, permettono di focalizzare l'attenzione sugli oggetti.

Storia / Il cantiere

Il cantiere, di grande difficoltà per la parte strutturale, dura circa un anno, ed è quasi contemporaneo a quello del vicino Palazzo del Lavoro. La volta in precompresso, con uno sviluppo di circa 16.000 mq., rimane sino agli anni '90 la più grande in Europa.

Progetti / La monorotaia

La monorotaia area a sistema Alweg assicurava il transito dei visitatori all'interno dell'area espositiva. Il percorso si sviluppava dal Giardino Corpo Italiano di Liberazione fino ai pressi del Museo dell’Automobile. Oggi rimane la struttura portante in c.a. con campate da 20 m e la Stazione Nord trasformata nel 2006 nella "Stazione Regina - la Casa dell UGI (Unione Genitori Italiani)".

Progetti / La vela

Gli interni durante l'esposizione del SAMIA

Le prime ipotesi di progetto elaborate da Annibale Rigotti, prevedevano in un caso una serie di gallerie rettangolari con elementi di cerniera a pianta circolare o quadrata e in un secondo caso un anello di 140 m di diametro con giardino-mostra interno eventualmente copribile con strutture temporanee. 

La copertura è un guscio autoportante in cemento armato a pianta esagonale inscritto in un cerchio di 150m di diametro. Alla forma definitiva i progettisti arrivano per approssimazioni successive. Un terreno poco compatto e con composizione stratigrafica molto variabile impone la riduzione al minimo dei punti di fondazione e induce al virtuosismo strutturale dei tre appoggi.

Progetti / Riferimenti

La struttura progettata fa riferimento ad altre esperienze internazionali: ad esempio il Kresge Auditorium di Eero Saarinen per il M.I.T (1953, pianta triangolare con volta a vela su ottavo di sfera ) e il Centre des nouvelles industries et technologies (CNIT) di Parigi (1958, pianta triangolare con cupola a doppia lamina nervata). Per il CNIT l'ingegnere calcolatore è Esqullan, che collabora anche per il Palavela.

Progetti / La copertura

La volta di copertura è un guscio autoportante in cemento armato a pianta esagonale inscritto in un cerchio di 150m di diametro. E' realizzata da una struttura scatolare composta da due solette di spessore 6 cm collegate da nervature verticali. Fra le solette è compresa un'intercapedine praticabile di 1,18 m dove alloggiano impianti elettrici, di riscaldamento etc. Lo spessore delle solette aumenta gradualmente fino a raggiungere all'imposta i 40cm.

Progetti / Le vetrate

Le vetrate in origine previste interamente curve, vennero realizzate sghembe: partono dalla verticale presso gli appoggi e insensibilmente, senza alcuna soluzione di continuità, seguendo una superficie elicoidale.

Progetti / L'esterno

Dall'esterno è ben visibile lo sporto delle vetrate. Per risolvere il problema dei montanti non paralleli vengono inseriti vetri triangolari e non rettangolari come originariamente previsti. Le diagonali contribuiscono alla controventatura della parete.

Progetti / L'atrio e i servizi

Sul fronte principale si sviluppava un atrio di ingresso di 800 mq con gli uffici delle mostre e i servizi generali al piano mentre ad un livello inferiore trovavano posto locali di ristorazione e servizi per il personale.

Progetti / Le fasi di cantiere

La tipologia della copertura permetteva la razionalizzazione delle fasi di cantiere: 1) affondamento dei cassoni e posa in opera dei tiranti. 2) esecuzione primo “fuso” a forma di stella a tre punte formato da tre elementi di arco ad asse sghembo.

Il concorso internazionale del 2002 per la ristrutturazione del Palavela e la sua funzionalizzazione per stadio olimpico è vinto dal raggruppamento composto dall'arch. Gae Aulenti e dall'Ing. Arnaldo De Bernaldi che realizzano "un edificio nell'edificio, indipendente strutturalmente dalla volta esistente ma  dipendente dalla sua geometria".

Eventi / Gran To(u)ret

Dei tanti progetti di quel sessantuno / tu segui la linea che viaggia sospesa / a fare la spola non c’è più nessuno / ma all’altra stazione c’è un toro in attesa.

Particolari / Climbing Gym

Inserita per la manifestazione Sport Uomo del 1980 e rimasta fino alla ristrutturazione del 2006 è la prima palestra di arrampica pubblica indoor.

Una delle rappresentazioni della Mostra della moda presenti nella guida ufficiale all'esposizione.

Particolari / La pista da ghiaccio

La pista per il ghiaccio realizzata per le Olimpiadi 2006

Scena memorabile di "The italian job" in cui tre vetture "Mini" fanno una folle corsa sul suo caratteristico tetto. Una banda di ladri decide di mettere a segno un colpo memorabile a Torino, andando a rubare un carico di lingotti d'oro. Per sfuggire dalle forze dell'ordine sfruttano l'agilità di tre Mini, evitando il traffico della città passando per un itinerario a dir poco alternativo, compreso il tetto del Palavela."Un colpo all'italiana" (The italian job) è il piu' famoso dei film legati ...

Racconti / Omicron

Il Palazzo a Vela è stato protagonista anche del film "Omicron" di Ugo Gregoretti (1963): durante l'intero film, ricompaiono le strutture di Italia '61, dal tracciato sopraelevato della monorotaia al Palazzo del Lavoro, ad inquadrature di Palazzo a Vela, ripresa anche dall'interno con la sua immensa vetrata.

Learn more

Structured Data

Wikidata has structured data about Palazzo a Vela.
Wikidata logo

License

Share on

Permalink: