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La caduta del Castello

Il lento declino della residenza comincia nel 1640 quando è bombardata dall'esercito francese, durante la guerra di successione detta dei Due Cognati. Nel periodo successivo la corte sabauda perde gradualmente interesse per la tenuta di Mirafiori, dando inizio alla costruzione di nuove e più fastose residenze, come la Reggia di Venaria e la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Ormai in decadenza, nel 1741 la residenza viene riadattata a manifattura di tabacco e, infine, nel 1753 re Carlo Emanuele III la vende all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1866 la tenuta viene ceduta a Rosa Vercellana, futura moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, che da questo momento acquisisce il titolo di contessa di Mirafiori e Fontanafredda. Il castello, oramai in pessime condizioni a causa delle frequenti inondazioni del Sangone, viene completamente demolito a fine secolo.

Quadro di Ignace Jacques Parocel che riproduce le fasi della battaglia al termine dell’assedio di Torino del 1706.

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