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Palazzo del Lavoro

The most important building for the exhibition of Italia '61, extraordinary for its dimensions and for its construction technology, based on a project by Pierluigi Nervi.

Situato al fondo del comprensorio espositivo, il Palazzo del Lavoro è stato lo scenario delle cartoline più memorabili di Italia '61, rappresentando contemporaneamente l'innovazione tecnologica e la potenza del progresso produttivo su cui era fondata la manifestazione.

Information curated by:
Staff Landscapefor (2015-2022)

Geographic coordinates:
45.0191° 7.6676°

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Address:
Via Ventimiglia, Torino

Tags:
#porta, #recenti, #xx-sec, #urbano.

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Estratto di Google Earth con l'individuazione del Palazzo del Lavoro all'interno dell'Area Italia '61.

Il Palazzo del Lavoro è il cardine di un piano urbanistico molto semplice ed efficace anche sul lungo periodo: edifici speciali separati da spazi verdi lungo un grande percorso rettilineo.

La monorotaia di Italia '61 in arrivo al Palazzo del Lavoro.

Contesto / Un ingresso urbano

In modo in parte imprevisto dai progettisti dell'esposizione, il Palazzo è diventato il landmark d'ingresso a Torino da Sud, un'immagine stabile che da oltre 50 anni costituisce un segno identitario per centinaia di migliaia di city user (nella foto l'allestimento della rotonda di Arnaldo Pomodoro, oggi smontato).

Articoli del bando per la realizzazione di Palazzo del Lavoro.

Progetti primi tre classificati al concorso per la realizzazione di Palazzo del Lavoro.

Storia / La costruzione

La struttura portante di Palazzo del Lavoro viene alla luce.

Il cantiere edile è ultimato nei tempi stabiliti, 50 giorni prima dell'inaugurazione: tutti gli addetti ai lavori sono occupati nell'allestimento espositivo, affidato a Gio Ponti e Giancarlo Pozzi.

Le Esposizioni universali ottocentesche segnano il modello per i materiali moderni e l'effetto di insieme grandioso che Nervi conferma

Giovanni Agnelli svolge un ruolo significativo nella realizzazione: presidente del comitato celebrativo, assegna il coordinamento dell'allestimento espositivo, mentre con aziende Fiat partecipa direttamente alla costruzione e alla direzione dell'opera.

Storia / L'inaugurazione

Nervi descrive il Palazzo ad Agnelli e al presidente della Repubblica Gronchi.

Da un articolo su “Torino sette” del 1996: "Mai tanti protagonisti tutti insieme... Gronchi e Signora, Fanfani e Signora (la prima), Merzagora e Signora, Pella e Signora, Colombo, l'Ambasciatore Arpesani e l'Ambasciatrice, forse Andreotti (qui la memoria mi tradisce) tutti in scuro e le Signore con cappellini stile Regina Elisabetta, scesa anche lei alcuni giorni dopo a Italia '61 in giallo smagliante".

Il Bando di concorso richiede una polifunzionalità utilizzabile nel dopo-esposizione: la proposta di Nervi di realizzare un centro sportivo versatile, per impianti di molte delle attività olimpiche, non è mai stata presa in considerazione.

L’impacchettamento eseguito in occasione dei 150 anni dell’unità nazionale.

Storia / Il degrado

Sono ben visibili i danni della mancanza di manutenzione, soprattutto nei brise-soleil ormai da sostituire.

Il Palazzo del Lavoro in fase di costruzione

Interessi tecnici e urbanistici sull'edificio spettacolare di Nervi. Le pareti vitree dell'immenso Palazzo del Lavoro avrebbero potuto animarsi , spezzando il blocco chiuso del parallelepipedo, qualora il contenuto ne avesse suggerito l'esigenza per moti.

I taxi navetta Fiat 500 Jolly davanti al palazzo il giorno dell’inaugurazione.

11 giugno 1961. Festa notturna a Italia '61.

Storia / Il degrado oggi

Le sue condizioni oggi sono fortemente degradate a tal punto da interrogarsi su un possibile riutilizzo in futuro.

L’opera, straordinaria per dimensioni (158 m di lato, 26 di altezza) e innovazione tecnologica e costruttiva, genera al proprio interno spazi flessibili, in vista di ulteriori impieghi post-evento.

Le scadenze pressanti determinano molte delle scelte progettuali, indirizzate ad una produzione industriale di pezzi fuori opera e di getti e casserature standardizzate, studiate per un cantiere a ciclo continuo e con la massima riduzione delle situazioni impreviste.

Particolari costruttivi del Palazzo del Lavoro: "i funghi", il solaio isostatico, le vetrate e il frangisole.

Progetti / I pilastri ombrello

Dalla foto emerge con evidenza l'innovazione principale del progetto di Nervi: l'edificio come una macchina, da montare in modo seriale. Non a caso l'esecuzione del progetto è assegnata alla Fiat, i cui tecnici collaborano nella fase esecutiva del disegno

La copertura degli "ombrelli" metallici forma dei quadrati separati da strisce vetrate, che forniscono luce nella parte più interna.

La galleria perimetrale è costituita dai solai a nervature isostatiche, già sperimentate da Nervi in altre occasioni e quasi una sua firma. Anche la galleria risponde ai criteri di industrializzazione del cantiere e sono realizzati con casseforme in ferrocemento mobili.

Progetti / L'allestimento

L'allestimento dell'esposizione internazionale del Lavoro a cura di Gio Ponti.

Progetti / La sezione italiana

L'esposizione si presenta come una espressione artistica carica di valori simbolici. Sulle pareti della zona centrale vengono rappresentati i diversi aspetti dell'Evoluzione della Forma. Nella foto "Evoluzione della forma nel lavoro agricolo", con pezzi delle grandi macchine tradizionali. A destra una grandiosa installazione di 800 ceramiche di Fausto Melotti, sul tema "L'artigianato". 

Progetti / La sezione estera

Gli spazi nazionali sono assegnati a diversi designer, ma coordinati in modo da ottenere un interessante risultato d'insieme. Nella foto la sezione jugoslava: le coperture leggere in vele di compensato di Vjenceslav Richter.

Il progetto, presentato nel 2012 dal colosso commerciale olandese Corio, del costo previsto di 150 milioni di euro, è curato dal team Studio Rolla - GHA Design, Planning, Land, Smithgroup JJR, Ai Studio, TTA st. ass.

La rifunzionalizzazione è rispettosa del progetto originario e aggiunge un nuovo allestimento fisso su due piani, oltre ad uno sfruttamento intensivo della galleria di bordo. All'esterno una passerella sostituisce la storica monorotaia del 1961.

Lettera dell'Arch. Gio Ponti a Pierluigi Nervi, dicembre 1960.

In occasione del 50 dalla realizzazione, nel 2011 il Palazzo è stato notificato come Bene paesaggistico dal Mibact. Il vincolo viene apposto anche a seguito di un dibattito acceso. Ad esempio la presentazione dell'evento alla Biennale Democrazia 2011:Dopo più di quarant'anni di parziale abbandono, e dopo alcuni tentativi – falliti – di re-invenzione funzionale del complesso, l'associazione ZEROUNDICIPIU' presenta, attraverso testi, immagini e musica, la problematica storia del Palazzo del L...

Per la prima volta in Italia il racconto dell'evento inizia con la documentazione del cantiere: va in scena il progresso industriale applicato alle costruzioni. In quasi tutte le foto giornalistiche compiono mezzi d'opera e auto nel cantiere organizzato come una fabbrica.

Allineati di fronte al Palazzo del lavoro i taxi navetta 500 Jolly, messi a disposizione dalla Fiat, attendono l'inaugurazione.

Il parco di Italia '61 durante l'esposizione.

Da Dennis Sharp: Negli edifici di Nervi, come negli edifici di Mies van der Rohe, c'è una sottile fusione di struttura e spazio. Ma, mentre Mies ricercava uno spazio interno libero, l'estetica di Nervi dipende da un'esibizione energica delle parti strutturali di un edificio.

Un film drammatico del 1973 scritto e diretto da Ettore Scola, sceneggiato da Diego Novelli, che divenne poi sindaco di Torino per oltre un decennio. Le scene ambientate al Palazzo del Lavoro evidenziano lo stupore e l'estraneità dei giovani protagonisti rispetto alla modernità gigante e fredda del nuovo spazio.

Xilografia di Gianni Verna esposta in occasione della mostra collettiva dei cinquant’anni dalla costruzione del quartiere di Italia ‘61.

La Regina Elisabetta II d'Inghilterra in visita al Palazzo del Lavoro, 1961.

Ottocento grandi piastre di ceramica (Melotti) su un'altezza di dodici metri.

Il tema della mostra sulla "Ricerca scientifica", suddivisa in macro ambiti quali Ricerca, Evoluzione e organizzazione della ricerca, scritto in tutte le lingue.

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